Olginate piange Marco Polo: era un artista 'a tutto tondo'
Il suo nome era lo stesso di un grande esploratore, un viaggiatore appassionato, scrittore e ambasciatore dell'Italia nel mondo allora noto, fino alla lontana ed esotica Cina. E qualche tratto di questo affascinante personaggio storico lo aveva davvero ereditato, almeno a giudicare da come ha saputo farsi conoscere e apprezzare nel corso della sua vita. La comunità di Olginate piange in queste ore Marco Polo, figura poliedrica di artista che, dopo l'infanzia e la prima adolescenza trascorse nella grande Milano, aveva scelto il paese sulle rive del lago come casa dal 1965, anno del matrimonio con la sua amata Ida Magni, nota parrucchiera.
Nato il 21 luglio 1934, già da piccolo amava dilettarsi nella narrazione di vicende storiche, libri e articoli ai suoi coetanei, ma è solo in età adulta - una volta avviata la sua carriera professionale prima come fattorino, poi come soffiatore di vetro e infine come venditore e dirigente di una ditta di cosmetici - che ha iniziato a dedicarsi con successo all'arte pittorica figurativa, dimostrando subito una certa genialità interpretativa, espressa tendenzialmente tramite colori vivaci.
Da qui, negli anni, l'idea di organizzare sul territorio una serie di mostre, che non mancava di presentare con la sua inconfondibile parlantina accompagnandole anche, di tanto in tanto, con rappresentazioni teatrali. Descrivendo la sua singolare e apprezzata produzione, come riportato qualche tempo fa sul notiziario parrocchiale di Olginate, parlava così, non senza un pizzico di orgoglio: "Che dire della punta incandescente che incide masselli di faggio, creando armonie pirografiche? Che pensare dell'accortezza dei dipinti sotto vuoto, così protetti che sfidano il tempo e l'igrometria più accanita? Ricordo il successo di una Mostra, nella quale sono state proposte le antenne paraboliche cromatiche, vibranti di suono…".
Pacifista di natura, Marco Polo amava molto anche le arti marziali, che non si vergognava di praticare anche in pubblico, all'aria aperta sul suo amato lungolago: in una di queste occasioni fu notato, oltre che da tanti concittadini, dall'allora sindaco di Olginate Miriam Cornara, che lo segnalò a una compagnia teatrale offrendogli, quasi per caso, la possibilità di vivere una nuova esperienza nel mondo della recitazione, durata circa tre anni e rimasta impressa tra i suoi ricordi più belli insieme agli applausi ricevuti sul palco, dove tra l'altro si esibiva in lingua francese.
Poeta e scrittore per diletto, proprio di questi tempi nel 2022 era stato tra i protagonisti dell'inaugurazione della panchina gigante "letteraria" in zona Gueglia, un'occasione in cui gli era stato reso omaggio con la lettura di alcuni suoi componimenti. Insomma, come dicevamo, una figura "istrionica" e poliedrica, un uomo legatissimo alla "sua" Olginate (che aveva lasciato solo qualche tempo fa per avvicinarsi al figlio residente a Parma dopo aver accusato alcuni problemi di salute), agli affetti più cari e soprattutto all'amata coniuge, con la quale in questo 2025 avrebbe festeggiato il significativo traguardo del sessantesimo di matrimonio.
Marco Polo, 90 anni compiuti lo scorso luglio, lascia appunto la moglie Ida e i figli Raoul e Patrizia con le rispettive famiglie. Le esequie saranno celebrate sabato 5 aprile alle 15.00 presso la Chiesa parrocchiale di Olginate, come da sua volontà.

Marco Polo con la moglie Ida, in una foto tratta da una vecchia edizione del notiziario parrocchiale
Nato il 21 luglio 1934, già da piccolo amava dilettarsi nella narrazione di vicende storiche, libri e articoli ai suoi coetanei, ma è solo in età adulta - una volta avviata la sua carriera professionale prima come fattorino, poi come soffiatore di vetro e infine come venditore e dirigente di una ditta di cosmetici - che ha iniziato a dedicarsi con successo all'arte pittorica figurativa, dimostrando subito una certa genialità interpretativa, espressa tendenzialmente tramite colori vivaci.
Da qui, negli anni, l'idea di organizzare sul territorio una serie di mostre, che non mancava di presentare con la sua inconfondibile parlantina accompagnandole anche, di tanto in tanto, con rappresentazioni teatrali. Descrivendo la sua singolare e apprezzata produzione, come riportato qualche tempo fa sul notiziario parrocchiale di Olginate, parlava così, non senza un pizzico di orgoglio: "Che dire della punta incandescente che incide masselli di faggio, creando armonie pirografiche? Che pensare dell'accortezza dei dipinti sotto vuoto, così protetti che sfidano il tempo e l'igrometria più accanita? Ricordo il successo di una Mostra, nella quale sono state proposte le antenne paraboliche cromatiche, vibranti di suono…".

L'anziano circondato da alcune bambine olginatesi all'inaugurazione della panchina gigante nell'aprile 2022
Pacifista di natura, Marco Polo amava molto anche le arti marziali, che non si vergognava di praticare anche in pubblico, all'aria aperta sul suo amato lungolago: in una di queste occasioni fu notato, oltre che da tanti concittadini, dall'allora sindaco di Olginate Miriam Cornara, che lo segnalò a una compagnia teatrale offrendogli, quasi per caso, la possibilità di vivere una nuova esperienza nel mondo della recitazione, durata circa tre anni e rimasta impressa tra i suoi ricordi più belli insieme agli applausi ricevuti sul palco, dove tra l'altro si esibiva in lingua francese.
Poeta e scrittore per diletto, proprio di questi tempi nel 2022 era stato tra i protagonisti dell'inaugurazione della panchina gigante "letteraria" in zona Gueglia, un'occasione in cui gli era stato reso omaggio con la lettura di alcuni suoi componimenti. Insomma, come dicevamo, una figura "istrionica" e poliedrica, un uomo legatissimo alla "sua" Olginate (che aveva lasciato solo qualche tempo fa per avvicinarsi al figlio residente a Parma dopo aver accusato alcuni problemi di salute), agli affetti più cari e soprattutto all'amata coniuge, con la quale in questo 2025 avrebbe festeggiato il significativo traguardo del sessantesimo di matrimonio.
Marco Polo, 90 anni compiuti lo scorso luglio, lascia appunto la moglie Ida e i figli Raoul e Patrizia con le rispettive famiglie. Le esequie saranno celebrate sabato 5 aprile alle 15.00 presso la Chiesa parrocchiale di Olginate, come da sua volontà.
B.P.