Colico: l'ultima carezza di mamma Renza per il suo Mattia
Un cuore di rose rosse e uno di bianche depositati di fianco al portone hanno accolto le tantissime persone che, questa mattina, hanno preso parte ai funerali di Mattia Mazzina, il colichese mancato a soli 42 anni, nella notte tra sabato 22 e domenica 23, nell'incidente di Pusiano costato la vita anche Ivan Mezzera, al quale verrà l'ultimo saluto verrà tributato nel pomeriggio a Bellano.
Già prima delle 10.00 ci si è resi conti che la chiesa di San Bernardino, a Villatico, si sarebbe rivelata troppo piccola per accogliere tutti coloro che in questa giornata ventosa ma assolata, resa grigia dalle circostanze, si sono voluti stringere alla famiglia di Mattia.

Mamma Renza, seduta in prima fila, per tutta la durata della cerimonia non ha mai tolto la mano dalla bara del figlio, accarezzando con delicatezza il feretro.
"Una vicenda, questa, - ha detto don Sergio Mazzina, durante la sua omelia, riferendosi alla morte di Mattia - che ci sbatte un faccia la nostra fragilità".
Al sacerdote, cugino paterno del defunto, anche il compito di tratteggiare il profilo del 43enne, parlando di "vitalità, gioia, disponiblità e gentilezza", caratteristiche che lo rendevano "affabile con gli amici", come del resto testimoniato dalla nutrita partecipazione alle esequie.

Rifacendosi alle scritture ed in particolare alla pagina di Vangelo che racconta della visita di Gesù a Lazzaro, dopo la morte di quest'ultimo, don Sergio ha così rimarcato come "l'amicizia rimane, Lui ci cerca sempre nella sua vita e raggiunge tutti dentro la loro morte. Dio non vuole la morte, ma dentro questa la sua volontà è di vita". Ripercorrendo dunque l'esistenza, troppo breve, di Mattia, il celebrante ha invitato tutti a non interrompere i legami, soprattutto con la famiglia, coltivati "con amicizia", facendoli crescere come tale, continuare a costruirli per la "forza della resurrezione".

"Mattia adesso è tra le braccia di Dio, al sicuro" ha assicurato, facendosi nuovamente sprone per invitare ad "amare e fare una rete. Soprattutto adesso che Mattia non c'è più, serve una rete, intelligente e discreta, di legami con i familiari che sentono il vuoto lasciato dal loro caro".

Anche un gruppo di amici ha voluto ricordare Mazzina - che proprio tra due mesi, il 31 maggio, avrebbe compiuto 43 anni - trovando difficile la ricerca delle parole per descriverlo, soffermandosi sul sorriso che lo ha sempre contraddistinto e la gioia di vivere, ringraziandolo poi "soprattutto per essere sempre stato presente, con un gesto, facendoci forza a vicenda". Un grazie, ancora, è stato espresso "per aver fatto capire quale fosse il vero significato della parola amicizia", con l'invito a far riecheggiare in cielo la sua risata. Inconfondibile, evidentemente. E già nel cuore di tanti.

Mattia Mazzina

Mamma Renza, seduta in prima fila, per tutta la durata della cerimonia non ha mai tolto la mano dalla bara del figlio, accarezzando con delicatezza il feretro.
"Una vicenda, questa, - ha detto don Sergio Mazzina, durante la sua omelia, riferendosi alla morte di Mattia - che ci sbatte un faccia la nostra fragilità".
Al sacerdote, cugino paterno del defunto, anche il compito di tratteggiare il profilo del 43enne, parlando di "vitalità, gioia, disponiblità e gentilezza", caratteristiche che lo rendevano "affabile con gli amici", come del resto testimoniato dalla nutrita partecipazione alle esequie.

Rifacendosi alle scritture ed in particolare alla pagina di Vangelo che racconta della visita di Gesù a Lazzaro, dopo la morte di quest'ultimo, don Sergio ha così rimarcato come "l'amicizia rimane, Lui ci cerca sempre nella sua vita e raggiunge tutti dentro la loro morte. Dio non vuole la morte, ma dentro questa la sua volontà è di vita". Ripercorrendo dunque l'esistenza, troppo breve, di Mattia, il celebrante ha invitato tutti a non interrompere i legami, soprattutto con la famiglia, coltivati "con amicizia", facendoli crescere come tale, continuare a costruirli per la "forza della resurrezione".

"Mattia adesso è tra le braccia di Dio, al sicuro" ha assicurato, facendosi nuovamente sprone per invitare ad "amare e fare una rete. Soprattutto adesso che Mattia non c'è più, serve una rete, intelligente e discreta, di legami con i familiari che sentono il vuoto lasciato dal loro caro".

Anche un gruppo di amici ha voluto ricordare Mazzina - che proprio tra due mesi, il 31 maggio, avrebbe compiuto 43 anni - trovando difficile la ricerca delle parole per descriverlo, soffermandosi sul sorriso che lo ha sempre contraddistinto e la gioia di vivere, ringraziandolo poi "soprattutto per essere sempre stato presente, con un gesto, facendoci forza a vicenda". Un grazie, ancora, è stato espresso "per aver fatto capire quale fosse il vero significato della parola amicizia", con l'invito a far riecheggiare in cielo la sua risata. Inconfondibile, evidentemente. E già nel cuore di tanti.
M.A.