Lecco perduta/473: dal 'Quaderno rosa' dettagli sul Giro del 1984

Siamo ormai nel mese di vigilia del tanto atteso ritorno sulle strade lecchesi della carovana con la maglia rosa del Giro d’Italia, dopo una lunga assenza. Nel prossimo mese di Maggio vi sarà la tappa da Morbegno a Cesano Maderno, sulla lunghezza di 195 chilometri.
I corridori entreranno in provincia di Lecco in alto Lario, raggiungeranno Bellano, dove imboccheranno la salita verso la Valsassina; la valle sarà percorsa in tutta la sua lunghezza, con la discesa su Lecco, diretti in città, ed il passaggio sull’altra sponda dell’Adda, nel Comune di Pescate. Avrà inizio il tratto collinare brianzolo che porterà la carovana sino a Monticello, dove verrà affrontato il segmento finale verso lo striscione di arrivo di Cesano Maderno.
Nel tratto valsassinese della prossima tappa vi saranno due Gran Premi della Montagna, rispettivamente a Parlasco e sul colle di Balisio. Il terzo traguardo sarà a Ravellino di Colle Brianza, sul rilievo collinare del Monte San Genesio, già striscione del Gran Premio della Montagna nel tratto finale del Giro di Lombardia, quando l’arrivo della classica internazionale di fine stagione è stato a Lecco, sul Lungolago, vicino a Via Nazario Sauro.
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Il patron Vincenzo Torriani consegna a Renato Corbetta il vessillo della  tappa Lecco/Merano

L’ultimo traguardo di tappa del Giro d’Italia nella città di Lecco risale al 1984, nell’edizione n. 67 della corsa della maglia rosa, con la frazione partita da Bardonecchia, nella valle di Susa. L’arrivo a Lecco è stato in Via Eremo, in quartiere Germanedo, a fianco della vasta area verde dove sorgerà il nuovo Ospedale “Alessandro Manzoni”.
La classifica generale vedeva al primo posto in maglia rosa Francesco Moser, che sarà il vincitore del Giro, conclusosi con la cronometro individuale alla storica Arena di Verona. Vincitore di tappa, con arrivo solitario sotto pioggia battente, è stato il corridore svizzero di lingua tedesca Bruggmann.
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Francesco Moser in maglia rosa a Lecco e lo svizzero Bruggmann, vincitore di tappa in Via Eremo

La tappa di Via Eremo era entrata in territorio lecchese proveniente da Erba e Pusiano, puntando, poi, verso Valmadrera e Malgrate, sino allo striscione in quartiere Germanedo.
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"Quaderno Rosa 1984", con arrivo di tappa a Lecco

Il “Quaderno Rosa”, la pubblicazione della Gazzetta dello Sport sul Giro d’Italia del 1984, 67^ edizione, ci consente di ricordare i dati operativi principali intorno a quella tappa. Il comitato faceva capo all’Ente Lecchese Manifestazioni, con il presidente Renato Corbetta.
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La pagina del "Quaderno Rosa 1984" dedicata alla tappa Lecco/Merano

Il quartiere tappa, con la direzione del Giro, la giuria, la sala stampa, venne insediato nell’istituto scolastico di Viale Lombardia. Il controllo medico era in funzione presso la scuola elementare di Via alla Chiesa, in quartiere Germanedo. L’Hotel Croce di Malta, in Lecco – Piazza Garibaldi, vedeva la direzione del Giro, con la giuria ed il comando della Polizia Stradale, addetta alla corsa con auto e moto.
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Il Giro d’Italia 1984 ripartirà da Lecco per la tappa con arrivo a Merano il giorno successivo l’arrivo in Via Eremo. E’ la tappa più lunga dell’intera corsa, con ben 245 chilometri.
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Il raduno di partenza in Piazza Garibaldi della tappa Lecco/Merano
Per i lecchesi era un ritorno auspicato di ciclismo professionistico, che aveva visto come manifestazioni più recenti i tre circuiti internazionali degli assi “Gran Premio Banca Popolare di Lecco” nel 1978, 1980 e 1982. Le tre edizioni erano ben presenti nella memoria degli sportivi lecchesi, perché avvenute in tempi recenti e sempre su un percorso stracittadino, che riguardava il quartiere di Viale Turati. L’albo d’oro del Premio BPL vede Saronni, Moser e Saronni.
Il ritorno sulle strade lecchesi del Giro d’Italia consente un tuffo nel passato, agli albori dello sport con le due ruote a pedali, che nel Lecchese risale alla primavera del 1895. Venne organizzata in tale data la prima pedalata Milano-Monza-Lecco-Erba. Era un gara ciclistica promossa già prima del Giro d’Italia, che risale come edizione originaria al 1909.
La diffusione del ciclismo nel Lecchese si deve all’Unione Sportiva, costituita nel 1905, con Guido Libero Corti. Si deve all’USL se Lecco divenne sede di una classica internazionale del ciclismo del primo Novecento, con il Giro delle Alpi Orobie. Era una gara di “titani” che si disputava sulle strade dell’epoca, polverose e sconnesse.
C’è da ricordare che l’apertura ufficiale di un’attività commerciale di biciclette nella centralissima Via Cavour risale alla primavera 1895. In tale data, infatti, veniva trasferito in Via Cavour un negozio novità, con rivendita di velocipedi ed annessa officina di riparazioni, curato da Enrico Corti. C’era proprio, in questa attività, un lontano e caro ricordo di memorie del ciclismo dei pionieri.
A.B.
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