Lecco: un 'fiume di persone' per la serata sul Gerenzone

Il secondo incontro del ciclo Archivi “per” Lecco, organizzato dall’Associazione Giuseppe Bovara – Archivi di Lecco e della Provincia giovedì 27 marzo nella Sala Neogotica dell'Officina Badoni di Lecco (Corso Matteotti) insieme all’associazione Officina Gerenzone aps, è andato ben oltre le proverbiali aspettative.
Il tema “Racconti e memorie d’acqua. Dighe, imprenditori e magli da rame lungo il torrente Gerenzone” ha chiamato a raccolta oltre centotrenta persone che hanno gremito la grande sala archiacuta.
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L’incontro è stato aperto dalla visione del documentario girato nel 1961 da Sofia Ceppi Badoni lungo il corso del torrente Gerenzone che ha raccolto uno scrosciante applauso rivolto a un mondo scomparso (senza troppi rimpianti, poiché dietro all’indubbia poesia del paesaggio e delle officine non vanno scordati il dolore e la sofferenza di chi vi lavorava in condizioni non propriamente idilliache) al quale si devono le premesse del benessere odierno.
A seguire Paolo Colombo, presidente di Officina Gerenzone, e Barbara Cattaneo – “vestale” dell’archeologia industriale del territorio – hanno dialogato su due emergenze presenti nel filmato. Anzitutto la diga del Paradone, dalla storia tanto antica quanto complessa, attorno alla quale sono ruotate umanissime vicende di liti e contestazioni che hanno alla fine generato un’opera di indubbio valore collettivo. Paolo Colombo ne ha illustrate le caratteristiche e le condizioni attuali, anticipando che Officina Gerenzone vuole proporre un intervento di recupero del manufatto. Tuttora si conservano al suo interno un gruppo di ingranaggi e volani per il controllo delle grandi chiuse sul torrente, ancora funzionanti grazie alla passione di un abitante del luogo, pubblicamente ringraziato, che le tiene pulite e in ordine. 
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A seguire è stato dedicato un approfondimento al complesso denominato Maglio della Panigada, nel quale si concentrano oltre cinque secoli di storia industriale e manifatturiera della Vallata. Se ne sono ripercorse le vicende salienti documentate dal secondo Cinquecento. Un luogo che è al tempo stesso un vero e proprio palinsesto, frutto del continuo rinnovo, adattamento e ampliamento dell’originaria folla da panni, poi convertita in fucina e in maglio da rame. Questo bene è stato candidato tra i “luoghi del Cuore” del FAI e in soli dieci giorni ha raccolto più di 500 firme online cui si aggiungono a oggi oltre 3000 cartacee (verranno caricate dopo il 10 aprile). Un risultato sconvolgente che testimonia l’interesse della comunità e dei cittadini verso un luogo rappresentativo dell’anima e dell’identità di secoli di lavoro del territorio lecchese, destinato dalla variante del PGT a (deludente) demolizione. Ciò chiama la necessità di un dibattito, aperto e sereno, che veda finalmente protagonista della pianificazione cittadina - in senso pratico e non solo utopistico - l’intera comunità.
L’incontro è stato registrato e verrà pubblicato sul canale youtube dell’Associazione Giuseppe Bovara, dove sarà liberamente visibile a partire da lunedì.
Il prossimo appuntamento di Archivi "per" Lecco è per il 22 aprile, sempre alle ore 21:00. Se ne darà successiva comunicazione, l’argomento saranno le implicazioni lecchesi nel delitto Matteotti.
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