Margno: mostra-concorso in ricordo della 34enne Stefania
Sala consiliare gremita, ieri pomeriggio a Margno, nonostante i festeggiamenti per il Carnevale in corso in paese. Ancora una volta è stato Fabio Durante ad attrarre un bel gruppetto di persone, organizzando, in occasione della festa delle donne, una mostra-concorso. Una iniziativa attraverso la quale ha voluto celebrare l'universo femminile, con “un mazzo di fiori di cuori, non con delle mimose che poi si seccano. I cuori, invece, sono tutti i quadri appesi delle pittrici che hanno voluto partecipare all’evento” ha affermato lo stesso critico d'arte, presentando l'esposizione creato attorno alle opere di Stefania Modicamore, mancata nel 2019 a soli 34 anni, dopo una vita segnata dalla SLA, solo due giorni prima della realizzazione di un sogno, ovvero vedere le sue tele in mostra.

Da allora i suoi quadri non hanno mai smesso di girare, arrivando appunto, fino in Alta Valsassina, grazie a Durante. A Margno, ieri, dunque, l’omaggio alla giovane è stato reso “con un ensemble di sentimenti positivi”, grazie al contributo di altre pittrici locali che, idealmente, si sono unite in un grande abbraccio.


Presenti all'inaugurazione anche la dottoressa Viviana Guzzardi, per anticipare un progetto che verrà sviluppato prossimamente sull’arte terapia a sostegno delle persone affette da malattie cronico degenerative nonché Nadia, “mamma di cuore” di Stefania che ha offerto ai presenti un toccante ritratto della donna. “Tante coincidenze che si sono sviluppate da quando è mancata” ha sostenuto, ricordando come la malattia le abbia impedito di girare come avrebbe voluto, eppure dalla sua scomparsa, attraverso i suoi quadri, continua a entrare in scuole e a fare “esperienze”, arrivando appunto fino a Margno, dove, ironia della sorte, da bambina era stata davvero. Aveva 4 anni e non si erano ancora manifestati i problemi, emersi poi con l'adolescenza, che l'hanno portata ad essere presa in carico, con la maggiore età, dal CPS e poi al ricovero in più comunità psichiatriche prima che un tracollo fisico portasse a una diagnosi diversa, la sindrome di Alexander che l'ha privata della possibilità di respirare in autonomia, di alimentarsi se non tramite Peg e di camminare.


L'arte però le ha comunque permesso di continuare a esprimersi, grazie ad un laboratorio di terapia occupazionale organizzato nella struttura che l'ha poi accolta. Ecco quindi la genesi dei suoi quadri, ma anche delle sue poesie e delle composizioni in ceramica.
“Una persona che è l’esempio per come si reagisce di fronte alle difficoltà, a volte grandi della vita, non abbattendosi, ma utilizzando le proprie fragilità trasformandole in risorse”: ecco chi era, per Nadia, la “sua” Stefania.

Ed ecco ciò che traspare anche dalle sue opere, ora in mostra a Margno, come pure dai suoi scritti, racchiusi in un libretto che alimenta una raccolta fondi in favore dell'Istituto Sacra Famiglia, per dare una continuità al laboratorio frequentato dalla 34enne. Aspettando il prossimo 8 marzo, quando altrove, sboccerà di nuovo l'omaggio a Stefania e a tutte le donne, nel giorno a loro dedicato.

Da allora i suoi quadri non hanno mai smesso di girare, arrivando appunto, fino in Alta Valsassina, grazie a Durante. A Margno, ieri, dunque, l’omaggio alla giovane è stato reso “con un ensemble di sentimenti positivi”, grazie al contributo di altre pittrici locali che, idealmente, si sono unite in un grande abbraccio.


Presenti all'inaugurazione anche la dottoressa Viviana Guzzardi, per anticipare un progetto che verrà sviluppato prossimamente sull’arte terapia a sostegno delle persone affette da malattie cronico degenerative nonché Nadia, “mamma di cuore” di Stefania che ha offerto ai presenti un toccante ritratto della donna. “Tante coincidenze che si sono sviluppate da quando è mancata” ha sostenuto, ricordando come la malattia le abbia impedito di girare come avrebbe voluto, eppure dalla sua scomparsa, attraverso i suoi quadri, continua a entrare in scuole e a fare “esperienze”, arrivando appunto fino a Margno, dove, ironia della sorte, da bambina era stata davvero. Aveva 4 anni e non si erano ancora manifestati i problemi, emersi poi con l'adolescenza, che l'hanno portata ad essere presa in carico, con la maggiore età, dal CPS e poi al ricovero in più comunità psichiatriche prima che un tracollo fisico portasse a una diagnosi diversa, la sindrome di Alexander che l'ha privata della possibilità di respirare in autonomia, di alimentarsi se non tramite Peg e di camminare.


L'arte però le ha comunque permesso di continuare a esprimersi, grazie ad un laboratorio di terapia occupazionale organizzato nella struttura che l'ha poi accolta. Ecco quindi la genesi dei suoi quadri, ma anche delle sue poesie e delle composizioni in ceramica.
“Una persona che è l’esempio per come si reagisce di fronte alle difficoltà, a volte grandi della vita, non abbattendosi, ma utilizzando le proprie fragilità trasformandole in risorse”: ecco chi era, per Nadia, la “sua” Stefania.

Ed ecco ciò che traspare anche dalle sue opere, ora in mostra a Margno, come pure dai suoi scritti, racchiusi in un libretto che alimenta una raccolta fondi in favore dell'Istituto Sacra Famiglia, per dare una continuità al laboratorio frequentato dalla 34enne. Aspettando il prossimo 8 marzo, quando altrove, sboccerà di nuovo l'omaggio a Stefania e a tutte le donne, nel giorno a loro dedicato.
M.A.