Lecco: il centrodestra al tavolo. Ma una sedia si libera anzitempo

Finiti Santi e Madonne, che a un certo punto paiono esser volati, si proverà con gli Apostoli. Dodici i nomi da tirare fuori, tre per ognuno dei quattro gruppi seduti ad un tavolo che qualcuno, nemmeno troppo sommessamente, vorrebbe già far saltare. Prove di dialogo - dall'esito evidentemente fallimentare - per il centrodestra lecchese, riunitosi in conclave nella serata di ieri per fare il punto in vista delle elezioni della primavera 2026. Nessuno, neanche a dirlo, dal vertice è uscito Papa.
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Sopra Mauro Piazza e Alessandro Negri. Sotto Daniele Butti e Roberto Gagliardi

Mauro Piazza, investito con ampio anticipo dagli amici che lo ritenevano il Mauro giusto, ha ribadito la sua non disponibilità a candidarsi, riconoscendo la sua figura come troppo divisiva, arrivando poi a lasciare la riunione anzitempo, dopo il riemergere di frizioni legate al rush finale della campagna elettorale del 2020, prima del ballottaggio perso da Peppino Ciresa per soli 31 voti su quell'altro Mauro, Gattinoni, che ora tutti vorrebbero mandare a casa, almeno a parole. Il rivangare non è piaciuto al sottosegretario, che a quanto pare ha così girato i tacchi guadagnando l'uscita, dopo la benedizione impartita, in apertura, da Roberto Gagliardi, sempre pronto a pontificare attorno al concetto di unità, pur senza toccar palla nelle partite che contano, dove spesso e volentieri invece i compagni di schieramento giocano per conto loro, in campi opposti. Si veda, su tutti, il caso della Comunità Montana Lario Orientale e Val San Martino, con la Lega, già dell'estate scorsa, a tirare la volata al Civico Antonio Rusconi, senza sortire risultato per lo sbarramento dell'accoppiata Fratelli d'Italia-Pd, la stessa inusuale formazione che aveva portato all'individuazione del rappresentante della minoranza in seno a LineeLecco e all'elezione di Gianluca Bezzi - tornato alla politica da meloniano - nel consiglio del Parco Monte Barro, grazie alla zampata... di quel Gatto ora, nell'intento dichiarato, da contrastare in tutti i modi. Comprensibile, dunque, l'imbarazzo di Alessandro Negri, arrivato, parrebbe, a metter a tacere anche il suo consigliere regionale, al tavolo come pure Luca Liberi, Beppe Mambretti e Dario Pesenti, quali delegati della Fiamma, "controbilanciati" da Daniele Butti, Mauro Piazza e Carlo Piazza per la Lega. In mezzo, Gagliardi con gli scudieri Francesco Maria Silveri e Angela Fortino (che pare ci abbia messo del suo per far spazientire "quello giusto") nonché Lorella Cesana e Emilio Minuzzo per la componente "laica" e dunque per Lecco Merita di Più-Lecco Ideale. Proprio dai consiglieri già in Municipio, si è convenuto - anche se qualcuno suggeriva di partire dal programma e qualcun altro dalle risorse per correre - bisognerà partire per testare disponibilità a fare un passo avanti, impegnandosi poi, come singola compagine, a portare, come detto, due-tre nomi da condividere (o immolare alla causa). Come se fosse facile. Già il ritrovarsi tutti al tavolo la prossima volta non è poi così scontato. Ma è andata bene, assicura qualcuno, pronto già a smentire queste poche righe. Se con il placet di tutti, sarebbe già una (mezza) notizia.
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