Lecco: Zamperini racconta al Giudice di Pace l'aggressione 'anarchica' patita nel 2019

Una foto scattata da Zamperini dopo l'aggressione subita
Verrà ascoltato il 4 marzo del prossimo anno R.R., l'uomo chiamato a rispondere, al cospetto del Giudice di Pace di Lecco, di lesioni ai danni del Consigliere Regionale Giacomo Zamperini.
Quest'oggi è invece toccato allo stesso rappresentante di Fratelli D'Italia – costituitosi parte civile tramite il proprio legale Enrico Bergonzi del foro di Milano - raccontare al giudice Antonella Signorile i fatti avvenuti il 16 dicembre 2019 in un bar cittadino, dove si trovava per consumare un caffè: stando al suo racconto, un giovane lo ha avvicinato chiedendogli “Sei Giacomo Zamperini?”, domanda a cui ha risposto affermativamente, tendendo la mano per presentarsi. Di tutta risposta il suo interlocutore avrebbe ribattuto: “Le tue azioni hanno delle conseguenze e pagherai per questo”, procedendo poi a sputargli addosso. “Smetto di sorridere e chiedo con un'espressione un po' colorita cosa stesse facendo” ha testimoniato in aula la persona offesa, “a quel punto lui si è avventato su di me”.
L'imputato avrebbe infatti colpito il politico (all'epoca dei fatti responsabile regionale per il partito di Giorgia Meloni) in pieno volto, facendogli rimediare lesioni refertate poi in pronto soccorso come guaribili in 7 giorni.
“Il tutto è avvenuto in pochi secondi” ha proseguito Zamperini nel proprio racconto, spiegando di aver reagito al gancio spingendo d'istinto il proprio aggressore, che sarebbe quindi caduto a terra. “Poi come se nulla fosse se n'è andato”.
Essenziale per rintracciare l'uomo si è rivelato il video girato dal consigliere con il proprio cellulare, da cui si vede l'odierno imputato allontanarsi a bordo di un furgoncino bianco.
“Non credo che volesse farmi del male, non provo rancore nei confronti di questo ragazzo” ha concluso il proprio esame la persona offesa, ravvisando però la gravità di un gesto relativamente “tenue” nella solidarietà e nel sostegno dimostrato da un gruppo anarchico - vicino a R.R. - all'indomani della propria dichiarazione di voler rimettere la querela a fronte di scuse (peraltro mai pervenute).
A seguire sono quindi stati escussi la sorella dell'imputato, che ha solo confermato al vpo Caterina Scarselli che all'epoca dei fatti il fratello aveva in uso la vettura a lei intestata (corrispondente a quella ritratta nel video di Zamperini), il barista presente al momento dell'aggressione e l'ispettore della Questura di Lecco intervenuto sul posto a seguito dell'immediata segnalazione del consigliere regionale.
L'istruttoria dibattimentale proseguirà quindi solamente l'anno venturo, con l'esame dell'imputato difeso dall'avvocato Stefano Mandelli del foro di Lecco.
F.F.
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