'Replica' assegno da una foto e lo incassa. Lecchese in Aula per una truffa da 32.000€


Era pronto a salire da Siracusa a Lecco per ritirare il camper che pensava di aver appena acquistato. Il viaggio è stato posticipato di ben sette anni, per arrivare però in Tribunale e testimoniare al processo intentato a carico del lariano che, nella ricostruzione della pubblica accusa, lo ha fregato.
Ennesimo caso di truffa all'attenzione del giudice monocratico Paolo Salvatore. A giudizio Benvenuto M., lecchese con qualche inciampo con la giustizia già alle spalle.
L'uomo, assistito dall'avvocato Nadia Invernizzi, secondo quanto è emerso fino ad ora nell'ambito del processo, avrebbe intascato ben 32.000 euro raggirando per l'appunto un ignaro siciliano, classe 1950. L'isolano, accomodandosi al banco dei testimoni, ha ricostruito l'accaduto. In sintesi: dopo aver visto su un sito l'inserzione relativa ad un camper di suo gusto, prende contatti con il venditore, presentatosi inizialmente come tale Walter. Trovato l'accordo sul prezzo, chiede i documenti dell'inserzionista, ricevendo copia della carta d'identità e del codice fiscale dell'odierno imputato che gli chiede a sua volta di avere  una foto dell'assegno circolare che, nel frattempo, era andato a compilare in Posta. Era un sabato del novembre 2016. L'indomani i due si sarebbero dovuti trovare a Milano, per lo scambio camper-titolo di pagamento. Alle prime scuse accampate dal presunto titolare del mezzo - “sono in Francia, c'è la neve, non riesco a rientrare” - il 70enne realizza di essere incappato in una “sola”. Lunedì mattina, all'apertura, si presenta dunque in Posta per chiedere di stornare l'assegno ma, non nascondendo sorpresa, l'impiegata lo notizia che i 32.000 euro sono già stati incassati. “Ma io l'assegno lo avevo ancora tra le mani” ha asserito, ancora sconcertato per l'accaduto a distanza di anni, l'uomo, nel frattempo risarcito dalla Poste.
Come il passaggio di denaro sia stato possibile è stato ricostruito dai Carabinieri e poi dalle operatrici che, materialmente, hanno gestito l'operazione.
Ricevuta la foto dell'assegno dalla persona offesa, il truffatore – nella ricostruzione della pubblica accusa – sarebbe riuscito a esibire una copia – di buona fattura – dello stesso presentandosi personalmente all'ufficio postale di Oggiono. Lì il lettore in uso alla sportellista lo avrebbe letto senza indugio. L'unico dubbio parrebbe essere venuto alla cassiera che avrebbe chiesto alla direttrice (una sostituta della “capa”, in ferie) come fosse possibile che il soggetto presente al suo cospetto avesse tra le mani un titolo emesso nella stessa giornata in Sicilia. “Lo conosco bene, era il mio assicuratore” avrebbe detto la collega, rassicurandola nel portare a termine lo scarico del denaro sul conto corrente del signor Benvenuto M., aperto dallo stesso a Malgrate. Dei 32.000 euro, poi, 29.000 euro sarebbe stati ulteriormente movimentati con una carta prepagata per poi sparire, lasciando ovviamente il siciliano senza il suo camper.  Il 27 settembre il proseguo dell'istruttoria.
A.M.
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