8.000 cessioni di coca in un anno e mezzo, con le consegne gestite da un centralinista. La Mobile eradica giro di spaccio tra meratese e lecchese

Si erano dotati di un vero e proprio CUP. Un centro unico di prenotazione, come l'ospedale insomma. Il numero da chiamare era uno solo. Ci pensava poi il centralinista a smistare le richieste: una dose a Brivio, zona chiesa; due palline a Calolzio in stazione; un grammo per le 18 sul lungolago di Olginate. La risposta, concordato il prezzo, sempre la stessa. Un “ci pensiamo noi”, con le consegne gestite poi, h.24, da “galoppini”, pronti di fatto a fare i “rider”, raggiungendo l'acquirente nel punto concordato con l'addetto al centralino, anche in sella a motorini intestati a (ignari?) prestanome.
8.000 le cessioni documentate dalla Polizia di Stato nell'ultimo anno e mezzo, tutte (o quasi) di cocaina, per un volume d'affari quantificato in almeno 330.000 euro.

Il Questore Ottavio Aragona, il Procuratore Ezio Domenico Basso e il dr. Gianluca Gentiluomo

La Squadra Mobile della Questura di Lecco, ha eradicato l'ennesima batteria di spacciatori in attività tra Olgiate Molgora, Brivio, Cisano, Airuno, Valgreghentino, Merate, Robbiate, Calolziocorte, Calco e Olginate. Proprio da quest'ultimi due comuni sono arrivate, da parte tanto di cittadini tanto dagli operatori delle relative polizie locali, le prime segnalazioni che, partendo dall'analisi dei filmati dei circuiti di videosorveglianza, hanno poi messo in moto l'attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica. L'hanno chiamata operazione Call Center. In due mesi, gli uomini del dottor Gianluca Gentiluomo, sono riusciti a confezionare un castello accusatorio che ha portato il GIP del Tribunale di Lecco ad emettere ben otto misure cautelari, sei delle quali eseguite poi – in prevalenza – nella giornata di venerdì. Mancano da rintracciare solo due cittadini marocchini, clandestini, al momento irreperibili.

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Loro connazionali sia il “centralinista” sia il soggetto ritenuto avere un ruolo di spicco nella batteria di pusher. Quest'ultimo è stato fermato direttamente all'aeroporto di Orio al Serio, al suo rientro in Italia proprio dal Paese natio che, a quanto pare, raggiungeva di frequente, probabilmente - ritengono gli inquirenti - per “reinvestire” in Patria i proventi dell'attività illecita condotta nel lecchese. Ad entrambi è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere.
Ai domiciliari, invece, un altro magrebino – arrestato tra l'altro in flagranza di reato, avendo i poliziotti trovato nella sua abitazione, in provincia di Monza, quasi 500 chili di “polvere bianca” quando si sono presentati alla porta per notificargli l'ordinanza del GIP – e l'unico italiano toccato dall'indagine. Quest'ultimo, incensurato, risulta residente sul territorio. Classe 1970 è il più anziano tra gli otto indagati, con i magrebini tutti almeno vent'anni più giovani. Completano il quadro dunque altri due stranieri per i quali è stato disposto l'obbligo di dimora.

Il Capo della Squadra Mobile Gianluca Gentiluomo

Al dottor Gentiluomo e ai suoi collaboratori, oltre ovviamente al Questore Ottavio Aragona quale vertice dell'articolazione locale della Polizia, sono andati i complimenti per il risultato conseguito del Procuratore Capo Ezio Domenico Basso, ricordando come, l'indagine chiusa in questi giorni sia, dal suo arrivo a Lecco, la seconda significativa operazione antidroga chiusa dalla Squadra Mobile dopo quella che ha portato, nell'estate scorsa, a denunciare una serie di soggetti ritenuti responsabili dell'attività di spaccio che insisteva in particolare su Viale Turati, con interessi dunque prevalentemente in città. Ora, invece, ha sottolineato il Procuratore, ci si è focalizzati sulla provincia, dove la criticità è la stessa ma diverso è il contesto in cui ci si trova a operare, nell'arginare un fenomeno come quello della droga, assai diffuso sul nostro territorio.
“E' compiuto dell'autorità giudiziaria indirizzare le forze dell'ordine, ma è merito esclusivo delle forze di polizia, nel caso specifico della Polizia di Stato, l'ottenimento poi di risultati come questi. Non posso dunque che ribadire al dottor Gentiluomo e alla sua squadra gratitudine e complimenti” ha proseguito, bollando operazioni come questa come questa significative “della svolta che stiamo cercando di dare, tutti insieme, per garantire alla popolazione di Lecco di vivere in un clima di sicurezza urbana più marcata”.
Amara solo una postilla finale emersa ragionando sulle 8.000 cessione documentate all'incirca nell'ultimo anno e mezzo, con l'attività tecnica in capo alla Polizia limitata però agli ultimi due mesi. “Il fascicolo – ha spiegato il dottor Basso – è rimasto un attimo, a carico di ignoti, in quiescenza. In Procura, come tutti sanno, eravamo in condizioni precarie in termini di organico, con la possibilità di occuparci solo delle urgenze. Dopo i nuovi arrivi, appena è stato possibile tornare anche altre attività, ho dato disposizione di riprendere in mano il fascicolo ed il dottor Gentiluomo ha ripreso in mano le fila delle indagini, attualizzandole”.
Insomma, si sapeva del mercato della droga in quelle zone ma non si avevano le “energie” per bloccarlo. Cosa ora avvenuta, con un bel repulisti.
A.M.
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